Lo scarto sella-manubrio. Un mix tra aerodinamica e comfort

Nelle settimane precedenti, abbiamo parlato delle placchette delle scarpe e del corretto posizionamento della sella sia come altezza che come arretramento.
A questo punto è il momento di posizionare correttamente il manubrio. Parliamo della differenza tra la sella ed il manubrio. Quel paramentro che viene misurato facendo la differenza tra la parte superiore della sella (dove siamo seduti) e la parte superiore del manubrio (dove poggiamo le mani).
scarto-sella-manubrio
Il corretto posizionamento di questo parametro, parte prima di tutto dalla scelta del manubrio più adatto a noi. La prima cosa da identificare è la misura. E questa è la parte più semplice. Si parte misurando la larghezza spalla da acroniom ad acroniom. Questo punto si identifa in maniera semplice riconoscendo la “fossetta” che si crea naturalmente nel deltoide con il braccio teso perpendicolare al busto. Questa larghezza spalle deve coincidere in rapporto 1:1 con la larghezza del manubrio centro-tubo centro-tubo. Questo per mantenere parallele le braccia e poter compensare le vibrazioni con un corretto allineamento delle articolazioni polso/gomito/spalla.
Dopodichè si decide il modello del manubrio. Ad oggi ormai la scelta è quasi obbligata: in commercio si trovano quasi esclusivamente manubri modello COMPACT. Questi manubri si riconoscono per avere una presa bassa più raccolta rispetto ai manubrio tradizionali / ergonomici di una volta (si rialza la presa bassa anche di 2 cm).
Il manubrio COMPACT presenta parecchi vantaggi: abbiamo detto quindi una presa bassa più fruibile e comfortevole, la leva freno raggiungibile da tutte le posizioni più facilmente ed infine, grazie alla curva quasi completamente tonda, la possibilità di avvicinare/allontanare le leve freno semplicemente ruotandolo.
Una volta scelto il manubrio bisogna andarlo a posizionare sullo stelo della forcella.
Questa posizione è condizionata da diversi fattori: i limiti strutturali della bicicletta, dal grado di guadagno aerodinamico che vogliamo ottenere e soprattutto dalla mobilità della colonna vertebrale in particolar modo del collo.
I limiti strutturali derivano dalla taglia del telaio e della tipologia della bicicletta scelta. Una taglia più piccola avrà conseguentemente una serie sterzo più piccola, quindi il manubrio dovrà essere in una posizione più bassa.
Per quanto riguarda invece la tipologia di telaio diciamo che sul mercato ci sono diversi tipi di biciclette: quelle più “race” che a parità di lunghezza di orizzontale hanno una serie sterzo più bassa quindi avranno una posizione più aerodinamica, e biciclette che richiederanno una posizione più cicloturistica cioè con una serie sterzo più alta a parità di orizzontale. Questi ultimi tipi di telaio sono più indicati per persone che preferiscono il comfort alla aerodinamica, per persone con problemi di mobilità alla colonna vertebrale e/o al collo.
Una volta scelta la misura giusta di telaio in base alle proprie misure antropometriche e alle proprie esigenze bisogna decidere dove montare e fissare l’attacco manubrio sullo stelo della forcella. Anche qui ci troviamo di fronte ad un ulteriore scoglio: l’attacco manubrio non potrà avere al di sotto spessori per più di 30 mm. Rischiare qualche spessore in più vorrebbe dire aumentare la leva laterale che l’attacco manubrio esercita sulla forcella, aumentandone la forza. Finendo in una buca si rischia in maniera concreta di andare a creare una rottura sulla serie sterzo e/o sullo stelo della forcella.
Quindi ora dobbiamo stringere l’attacco manubrio all’interno di quei 30 mm tra la serie sterzo ed il limite superiore massimo.
Anche per questo parametro bisogna basarsi totalmente sul ciclista su cui ci troviamo a fare l’analisi per ottenere l’equilibrio fra massima aerodinamica e sostenibilità della posizione.
Più posizioneremo il manubrio in basso più risparmieremo energia per penetrare l’aria, più lo posizioneremo in alto più andremo a stressare meno diaframma, colonna vertebrale e collo.
Un ciclista amatoriale ad inizio attività avrà uno scarto sella-manubrio più prudente per poi, con l’abitudine e gli esercizi andare a posizionarlo sempre più in basso fino al suo limite.
L’obiettivo quindi di un buon posizionamento di manubrio è andare a trovare la posizione più aerodinamica possibile assecondando la morfologia e la mobilità del ciclista in questione.
Prioritario per l’amatore sarà il comfort mentre viceversa conterà di più l’aerodinamicità per il professionista.
I parametri che influiscono lo scarto sella manubrio sono:

  • la mobilità articolare tra una vertebra e l’altra
  • avere le corrette curve (lordosi in lombare, cifosi in dorsale e lordosi in cervicale)
  • non avere retro o anti versione di bacino

schiena
In presenza di una schiena perfetta (A nella foto) o quasi possiamo spostare il limite verso il basso. In presenza di un qualsiasi problema, dovremo valutare come questo impatta sulla bicicletta e trovare quindi la posizione in cui il ciclista riesca a stare appoggiato senza dolori e riuscendo a vedere la strada senza inarcare troppo il collo.
Un corretto posizionamento biomeccanico quindi non si baserà solo su calcoli di trigonometria per trovare l’assetto ideale. Ogni parametro dovrà essere sempre contestualizzato alle esigenze del ciclista e alla sua postura.

Discussione

  1. Giovanni
  2. Toni

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