Qual è il motivo per cui ci alleniamo?

Qual è il motivo per cui ci alleniamo? Ovviamente migliorare.

Per migliorare però non basta allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi.
Diventa fondamentale: allenarsi bene!

A me piace sempre paragonare la preparazione atletica come una torta complessa.
Ci sono alcuni ingredienti che devono essere tutti usati, tutti con le giusti dosi e soprattutto ognuno usato coi suoi tempi nei momenti giusti della preparazione.

Gli ingredienti della preparazione atletica sono le varie capacità che dobbiamo allenare. Ad esempio la forza, la capacità di lavorare in soglia, la potenza, l’agilità, etc. etc.

La preparazione atletica di un amatore, paradossalmente è più complicata di quella di un PRO. L’amatore ha una disponibilità di tempo inferiore, ha dei doveri nei confronti di un altro lavoro e della famiglia, ha stress esterni e ahimè ha un corpo meno efficiente di quello di un PRO. Non solo per quanto riguarda la prestazione, ma soprattutto per quanto riguarda il recupero dai carichi.

Diventa quindi fondamentale capitalizzare al meglio gli allenamenti e sfruttare più possibile quel processo denominato SUPERCOMPENSAZIONE.

Grafico supercompensazione

 

La supercompensazione è il processo di adattamento dell’organismo ad un determinato stimolo allenante. Tale concetto si fonda sullo stato di equilibrio dinamico, detto omeostasi, che regola tutte le attività del nostro corpo. Qualsiasi condizione che perturba tale equilibrio viene immediatamente compensata, nel limite del possibile, da una reazione uguale e contraria, tesa a riportare il sistema in equilibrio.

Il processo di affaticamento e deterioramento indotto dall’esercizio fisico, viene così compensato da una serie di reazioni, atte ad incrementare i processi rigenerativi.
Tali reazioni possono essere interpretate come un sistema di difesa dell’organismo che, tramite esse, cerca di ricostruire l’equilibrio perduto.

La supercompensazione è quindi la risposta fisiologica alla rottura dell’omeostasi da parte dello stimolo allenante.

Per non soccombere al ripresentarsi di un carico della medesima intensità, l’organismo innesca così un processo di supercompensazione, che ha lo scopo di migliorare il livello prestativo originale. Le riserve metaboliche, il metabolismo e le varie strutture anatomiche sollecitate, non tornano quindi allo stato iniziale ma, per breve tempo, lo superano, collocandosi ad un valore leggermente superiore.

Per sfruttare al meglio questo processo, affidatevi ad un preparatore atletico che sappia leggere questa situazione e vi porti a migliorare costantemente.

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