Stretching Deltoide: come farlo in modo corretto (VIDEO)

Oggi parliamo del muscolo deltoide. Nell’articolo troverete informazioni su come svolgere l’esercizio, per quanto tempo e perché è importante fare stretching del muscolo deltoide.

Andiamo subito al sodo: l’esercizio di stretching.

QUANDO E PER QUANTO TEMPO FARE STRETCHING

La durata degli esercizi è variabile: è importante farlo spesso per mantenere l’elasticità del muscolo e con ripetizioni di almeno 30 secondi per ogni gamba.

PRIMA O DOPO L’ALLENAMENTO?

Lo stretching del deltoide è fondamentale in sessioni di stretching dedicate alle gambe: consigliamo uno stretching del deltoide leggero prima e dopo l’allenamento per evitare che le gambe siano troppo rilassate prima dell’allenamento o di creare microfratture con i muscoli troppo caldi dopo l’allenamento.

La nostra collaboratrice Maria Giovanna, vi mostra un esercizio che potete fare comodamente a casa.

Il deltoide è formato da tre parti: la parte clavicolare, la parte acromiale e la parte spinale.

Il muscolo a sua volta si fonde nell’osso attraverso delle inserzioni.

Cosa sono le inserzioni?

Sono praticamente la parte finale del muscolo, dove questo si “inserisce“, si aggancia, si salda nell’osso. 

INSERZIONI
Il deltoide presenta le seguenti inserzioni prossimali:

  • parte clavicolare: terzo laterale della clavicola;
  • parte acromiale: acromion;
  • parte spinale: margine inferolaterale della spina della scapola.

Mentre come inserzione distale ha la tuberosità deltoidea dell’omero.

Deltoide

(immagine tratta da “Manuale professionale di stretching” di Umberto Mosca edizioni RED)

 

In questa immagine invece, si può notare nitidamente come il muscolo diventi tendine e si inserisca nell’osso.

immagine del deltoide

(immagine tratta da “Complete Anatomy 2021″ di 3D4Medical)

AZIONI
Il deltoide abduce ed eleva il braccio.
La parte clavicolare intraruota l’omero e determina l’antepulsione. La parte acromiale collabora all’adduzione. La parte spinale extraruota l’omero e determina la retropulsione.

SINERGICI
Viste le sue molteplici azioni, i muscoli singergici sono rispettivamente:

  • abduzione: sovraspinato, capo lungo del bicipite e dentato anteriore;
  • adbuzione omero: infraspinato, piccolo rotondo e sottoscapolare;
  • elevazione: parte superiore del trapezio;
  • antepulsione: bicipite, grande pettorale clavicolare e sternocostale, coracobrachiale e dentato anteriore;
  • intrarotazione: sottoscapolare, grande pettorale, capo lungo del bicipite, grande rotondo e gran dorsale;
  • extrarotazione: infraspinato, piccolo rotondo e sovraspinato.

ANTAGONISTI
Come muscoli antagonisti invece

  • abduzione: grande pettorale, capo lungo del tricipite, grande rotondo, gran dorsale e sottoscapolare;
  • intrarotazione e antepulsione: la parte spinale e i suoi sinergici;
  • extrarotazione e retropulsione: la parte clavicolare e i suoi sinergici.

IN BICI
In sella della bicicletta, il deltoide ha il gravoso compito di sostenere le spalle. Deve necessariamente lavorare nella giusta posizione. Se ci fai caso, mentre pedali su di un rullo, il deltoide dovrebbe lavorare per contrastare la spinta della gamba opposta. Ovvero: se spingo con la gamba dx, si contrae il sx. Il suo lavoro si esaurisce qui, se è continuamente in tensione vuol dire che non abbiamo una posizione corretta di manubrio.

Questo muscolo risulta fondamentale nella pedalata e sarebbe buona abitudine svolgere quotidianamente un esercizio di stretching.

Ma ricorda una cosa importante: il muscolo per lavorare correttamente, deve essere messo in condizione di farlo. Un buon posizionamento biomeccanico serve a questo: a far lavorare il muscolo alla perfezione.

Se vuoi essere certo quindi di pedalare correttamente, contattami pure cliccando qui

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